Questa installazione trae ispirazione dalla foto Stilleven #01 e trasforma l’armadio dell’immagine in un dispositivo di visione tramite il quale è possibile vedersi riflessi nella stanza colma di granoturco, come se lo specchio della scena originale avesse inglobato in sé la distesa di mais. Nata in risposta all’invito sul tema della Wunderkammer per il Padiglione Italia alla 56ª Esposizione Internazionale d’Arte, Biennale di Venezia, l’opera ne propone una versione povera e popolare, trasformando la memoria familiare in un topos della storia dell’arte, come quello della natura morta. Migliora celebra la tradizione della essicazione del mais, centrale nella cultura contadina dalla quale proviene, e lo eleva a tesoro prezioso alla stregua dei cimeli dei gabinetti delle curiosità rinascimentali. Nella parte esterna dell’installazione Stilleven si osservano una serie di sistemi ottici inseriti nella scocca dell’armadio che funge da soglia verso la distesa di pannocchie. I fori sono delle camere ottiche che permettono di osservare con un effetto prospettico delle stampe fotografiche del 1993, ritraenti altre scene dalla camera del padre dell’artista, utilizzata per l’essiccazione del mais. Le aperture rettangolari sono invece uno zogroscopio e una camera oscura – entrambi strumenti di precinema – che mostrano l’immagine riflessa e ribaltata dell’installazione, suggerendo l’illusorietà della percezione di chi guarda.
Stilleven
2015
Una tonnellata e sette quintali di pannocchie di mais, specchio, armadio contenente lenti, sistemi ottici e cinque stampe fotografiche b/n, 700 x 380 x 400 cm. Veduta dell’installazione Padiglione Italia, 56° Esposizione Internazionale d’Arte Venezia. Foto di Fulvio Ambrosio
