Quis contra nos (Chi [sarà] contro di noi) – parte della mostra personale Velme, a cura di Beatrice Merz presso il Museo del Settecento Veneziano di Ca’ Rezzonico a Venezia – sul cui stemma di casata è riportata la frase «Si Deus pro nobis» (se Dio [è] con noi). La locuzione è storicamente utilizzata per porsi dalla parte dei giusti, pur macchiandosi delle più grandi atrocità, come nel caso dei nazisti che avevano incisa sulle fibbie delle cinture dell’esercito la frase Gott mit uns (Dio con noi). Originariamente tratta dalla Lettera ai Romani di San Paolo (8, 31), la frase nella sua forma originale prosegue con: «Quis contra nos?». Le scritte sugli specchi, poste all’altezza dello sguardo, riportano la parte omessa nello stemma del motto, Quis contra nos, senza il punto interrogativo, ridando corpo al concetto di superiorità insito nell’accumulazione di ricchezza e di potere che, come un fantasma, simaterializza sul riflesso della nostra immagine.
Quis contra nos
2017
Scritta adesiva su specchi della collezione, dimensioni variabili. Veduta dell’installazione Ca’ Rezzonico Museo del Settecento Veneziano, Venezia. Foto di Renato Ghiazza. Courtesy: dell’artista; Fondazione Merz, Torino
