L’opera Prey – parte della mostra Lo spettro di Malthus, a cura di Matteo Lucchetti, presso il Museo MA*GA di Gallarate – è composta da una teca museale d’epoca vittoriana contenente un blocco di salgemma arpionato come fosse una preda, a significare la responsabilità storica dell’esposizione museale come dispositivo di cattura e di affermazione di potere sugli oggetti esposti. Il sale, tra le prime monete di scambio, è simbolo di estrazione mineraria, di nutrimento e qui, nello specifico, anche simulacro del mare, inteso, nella sua cristallizzazione, come spazio primordiale di vita.
Prey
2020
Blocco di salgemma, arpione, corda, teca, 290 x 193 x 84 cm. Veduta dell’installazione Voltoni della Scalea Barocca, Montemagno; Palazzo Callicola, Spoleto; Palazzo Ducale, Genova. Foto di Mariano Dallago, Cosmo Laera, Giuliano Vaccai. Collezione Museo delle Civiltà, Roma
