È a partire da questa riflessione – «Per uno strano contrappunto della storia, schiavismo e caccia alla balena condividono la stessa logica: estrarre valore dai corpi considerati pura risorsa, umana o animale» (Philip Hoare, Leviatano, ovvero la balena, Einaudi, 2009) – che Marzia Migliora pone le basi per Paradossi dell’Abbondanza #65, realizzata in occasione della mostra Moby Dick – La Balena. Storia di un mito dall’antichità all’arte contemporanea a Palazzo Ducale.
L’opera si ispira formalmente ai diorami teatrali, dispositivi pre-cinema che, attraverso illusioni prospettiche e sequenze d’immagini in movimento, anticipavano la nascita del linguaggio filmico. In Paradossi dell’Abbondanza #65, una moltitudine di scenari e personaggi in miniatura – umani e animali – popola tre basi circolari che il pubblico può attivare manualmente, dando avvio al carosello.
Due diorami presentano scene composte da ritagli tratti dalle copertine de La Domenica del Corriere (1910–1940), accostati a disegni e immagini contemporanee, dando vita a una narrazione stratificata, al tempo stesso giocosa e tragicamente reale. Il terzo carosello espone un sacco di sale da cinque chili, oggetto simbolico per il suo nome “La Baleine Sel de Mer”, ma anche perché il sale, detto anche oro bianco oltre ad essere di origine marina è storicamente la prima merce di scambio tra i popoli. La leggenda di Moby Dick si rinnova in una trama visiva che intreccia la caccia alla balena e la coeva tratta degli schiavi come emblemi dello sfruttamento estremo del vivente, dall’epoca di Melville fino alle pratiche della pesca industriale, ai naufragi delle persone in fuga, alla raccolta del corallo, all’estrazione del petrolio, fino all’invasione della plastica nei mari.Il mare si è progressivamente trasformato in un territorio di estrazione. Ogni gesto di prelievo racconta una stessa genealogia dello sfruttamento: la conversione del vivente in risorsa, della materia in valore. In questo moto della storia, il mare diventa miniera e specchio delle economie che lo attraversano.
Paradossi dell’Abbondanza #65
2025
Tre diorama, collage, disegno su carta, elementi tridimensionali su basi rotanti di legno, due di ∅ 53 cm, una di ∅ 35 cm, 139 x 200 x 130 cm. Veduta dell’installazione Palazzo Ducale, Genova. Foto di Mariano Dallago. Courtesy: dell’artista; Palazzo Ducale, Genova
