Il progetto prende avvio dalla ricerca dell’artista, che da tempo esplora la relazione tra l’essere umano e l’ambiente in cui vive, analizzando le evoluzioni, i cambiamenti socio-politici e le contraddizioni socio-economiche del tardo capitalismo globalizzato. I temi del lavoro presentato sono la storia industriale della produzione tessile e le conseguenze della sua delocalizzazione. Sullo spazio bidimensionale del foglio si articola un montaggio di immagini provenienti da temporalità diverse: le tavole sull’arte tessile della celebre Encyclopédie di Diderot e D’Alembert del 1772; le fotografie delle prime fabbriche tessili in cui il telaio, da strumento di artigianato, diventa uno dei simboli della rivoluzione industriale; gli slogan di protesta delle lavoratrici sfruttate; gli annunci diffusi sulle strade statunitensi per la ricerca di braccianti, necessari alla raccolta del cotone; le immagini delle fabbriche di Rana Plaza a Dhaka (Bangladesh), le quali sono una delle icone contemporanee dei disastri sociali e ambientali legati alla produzione di massa. Queste immagini sono accomunabili alla pittura storica nella misura in cui tentano di restituire l’esperienza del passato, tuttavia, quest’esperienza non è resa come una rappresentazione degli avvenimenti, in esse vi è il tentativo di esprimere una matassa di collegamenti e conseguenze: la produzione tessile era presente nei momenti più significativi per l’avvento del sistema capitalista, e ne costituisce un motivo che continua a ripresentarsi durante i decenni. Sopra a questi intricati montaggi, i disegni di piante tessili da cui si ricavano le fibre (cotone, lino, ortica, canapa…) chiudono la narrazione riportandola all’ecosistema, e intrecciando il ruolo delle piante come insegnanti, come risorsa e poi come merce per l’essere umano.
Paradossi dell’Abbondanza #55 #56 #57 #58 #59 #60 (People over Profits)
2022
Serie di sei disegni, tecnica mista e trasferimento diretto a trielina su carta, 56 x 76 cm ciascuno
