Commissionato dal MAO Museo d’Arte Orientale di Torino all’interno di un progetto di residenza di un anno, il disegno si ispira al metodo compositivo interdisciplinare introdotto dallo storico dell’arte Aby Warburg (1866-1929), e omaggia una sua conferenza la cui trascrizione viene pubblicata in Italia con il titolo Il rituale del serpente (1984). L’opera è un lungo rotolo su carta in tecnica mista – collage, frottage e disegno – sul tema dello sviluppo capitalistico della produzione tessile e le sue conseguenze sociali: una narrazione per immagini dove coesistono elementi di epoche, culture e contesti diversi, composta dall’artista a partire dai reperti nelle collezioni del MAO. La figura del serpente, simbolo rigenerativo di trasformazione, attraversa l’intero disegno, collegando le immagini che spaziano dalle tavole sull’arte tessile dell’Encyclopédie (1751-1772) di Denis Diderot e Jean Baptiste Le Rond d’Alembert, alle fotografie del crollo delle fabbriche di Rana Plaza a Dhaka nel 2013.
Paradossi dell’Abbondanza #54 (Il Rituale del Serpente)
2023
Disegno, frottage, collage su carta, 130 x 914 cm. Veduta dell’installazione Tai Kwun Contemporary, Hong Kong. Foto di Kwan Sheung Chi. Courtesy: dell’artista, MAO Museo d’Arte Orientale, Torino; Tai Kwun Contemporary, Hong Kong
L’opera Paradossi dell’Abbondanza #54 (Il Rituale del Serpente) è stata commissionata dal MAO Museo d’Arte Orientale di Torino, come parte di un progetto di residenza della durata di un anno a cura di Davide Quadrio.
La presentazione in anteprima in Green Snake: women-centered ecologies a cura di Kathryn Weir e Xue Tan al Tai Kwun Contemporary, Hong Kong, dialoga con la prima installazione tessile al MAO
