Il ciclo di opere su carta Paradossi dell’Abbondanza avviato da Marzia Migliora nel 2017 – in corso, scandaglia l’immaginario sviluppatosi nel Novecento attorno all’industrializzazione dell’agricoltura dell’allevamento su scala mondiale a partire dalla relazione tra l’essere umano e la terra, da sempre fondata sulla produzione di cibo grazie al lavoro dei contadini e delle contadine, e vuole mettere in luce l’interdipendenza degli equilibri, sempre più precari, tra genere umano, regno animale e vegetale. Paradossi dell’Abbondanza #18 affronta la “guerra” contro le piante infestanti e contro tutti gli agenti che minacciano le produzioni agricole intensive. Lo sfondo dell’opera raffigura gigantesche piante orticole e da frutto, attaccate da parassiti, uccelli, muffe e lumache, affiancate da bidoni di prodotti chimici e dispositivi dissuasori per talpe, evocando un vero e proprio campo di battaglia agricolo. Questo immaginario si radica nel secondo dopoguerra, quando molte fabbriche belliche furono riconvertite alla produzione di agrochimici per erbicidi e pesticidi. Alla continuità industriale si accompagnò una persistente retorica bellica, evidente nei nomi commerciali dei prodotti, come Rat and Mouse Killer, AndALL Insect Killer, Fungus Fighter, Spark Gold. In dialogo con questa logica di controllo e aggressione, al centro dell’opera compaiono alcune tall-tale postcards (cartoline “frottola” o “da favola”), diffuse negli Stati Uniti dagli anni Cinquanta. Attraverso fotomontaggi che ingigantiscono frutta, verdura e animali, queste immagini celebrano il mito americano dell’abbondanza agricola.
Paradossi dell’Abbondanza #18
2020
Collage, disegno su carta, 70 x 100 cm
