L’opera nasce da una fotografia di scena realizzata durante le riprese del video Made in Italy che mostra due mappe dell’Europa, pre e post 1989, sovrapposte ed entrambe inglobate da un planisfero dipinto ad acquerello dall’artista. Il processo di globalizzazione ha reso infatti possibile delocalizzare le produzioni tessili in paesi dove la manodopera, spesso femminile, è sfruttata in forme di schiavitù contemporanea. Piante da cui si ricavano le fi bre tessili (cotone, canapa e altre specie) stanno ai lati delle mappe, mentre in basso popolano l’opera vari ritagli da articoli su donne operaie (contemporanee dal Bangladesh e altri luoghi, mescolate a dettagli estratti dalle illustrazioni dell’Encyclopédie di Denis Diderot e Jean Baptiste Le Rond D’Alembert), disposte in fi la come in una catena di montaggio.
Made in Italy #1
2020
Collage, disegno su stampa fotografica fine art ai pigmenti, 108 x 154,5 cm. Courtesy: dell’artista; Fondazione IGAV, Torino
