La gabbia – parte della mostra personale Lo spettro di Malthus, a cura di Matteo Lucchetti presso il Museo MA*GA di Gallarate – è un box per cavalli smaterializzato e ridotto ai suoi elementi essenziali che affronta il tema della domesticazione come forma di sfruttamento dei corpi. Al pubblico è richiesto di completare, con il proprio ingresso all’interno del box per equini, la forma spettrale di un cavallo da tiro, di cui sono presenti solo alcune componenti anatomiche e un blocco di sale per cavalli, inciso con la frase Happy Days, da Samuel Beckett. Avvicinando lo sguardo al paraocchi si accede a un visore monoculare che permette di immergersi in un diorama teatrale, dove un paesaggio di flora e fauna popolato di capi di Stato è stato composto dall’artista a partire unicamente da riproduzioni di immagini estrapolate da centinaia di banconote provenienti da tutto il mondo. Un’immagine che racconta l’antropizzazione selvaggia del pianeta attraverso la conquista capitalistica degli spazi e delle risorse, in un’idea onnipotente di espansione dei profitti, con l’unico risultato di rendere altre specie, e noi stessi, prigionieri di un modello di vita a forma di gabbia.
La gabbia
2019
Elementi in ferro e legno, paglia, paraocchi e paraorecchie, diorama teatrale, cinque stampe su vetro, luce led, blocco di sale inciso, ferro di cavallo patinato oro, coda di cavallo, 265 x 300 x 300 cm. Veduta dell’installazione Museo MA*GA, Gallarate. Foto di Alessio Baratella, Renato Ghiazza. Courtesy: dell’artista; Museo MA*GA, Gallarate
L’installazione La gabbia, parte della mostra personale Lo spettro di Malthus è un progetto dell’artista Marzia Migliora, promosso da MA*GA Museo d’Arte Gallarate, a cura di Matteo Lucchetti, realizzato grazie al sostegno di Italian Council (6. Edizione, 2019), programma di promozione di arte contemporanea nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo
